Credito di Imposta per le quotazioni di PMI sul mercato

Credito di Imposta per le quotazioni di PMI sul mercato
Credito di Imposta per le quotazioni di PMI sul mercato

Sempre più imprese italiane decidono di quotarsi sul mercato. 

I dati attuali

Da una analisi condotta da Banca d’Italia, negli ultimi 25 anni (1995-2020) vi è stato un forte aumento delle quotazioni, soprattutto in Borsa (non solo il FTSE-MIB, ma anche l’AIM, ovvero il mercato di capitali riservato alle piccole imprese con un track record di successo, utili e fatturato in crescita). 

In particolare, dal 1995 al 2018 il numero delle imprese italiane quotate è raddoppiato, passando da 135 a 270, con un incremento più ampio dal 2005 al 2018, in concomitanza, molto probabilmente, con la nascita dell’AIM. 

Rispetto ad altri Paesi Europei, l’Italia è comunque rimasta indietro. In Italia oggi solo lo 0,12% delle imprese è quotato, in contrasto con lo 0,42% della Francia  e lo 0,43% del Regno Unito. 

Il Credito di Imposta

Per cercare di incrementare questi dati, è stato istituito, all’interno della Legge 27/12/2017 n. 205 – Legge di Bilancio 2018)  il Credito di Imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI. 

A COSA SERVE 

Il credito di Imposta sostiene le PMI che decidono di quotarsi all’interno di un mercato regolamentato o all’interno di sistemi multilaterali di negoziazione a livello Europeo

QUALI BENEFICIARI

Il Credito di imposta può essere usufruito dalle PMI che sostengono, a decorrere dal 1° gennaio 2018, costi di consulenza allo scopo di ottenere, entro il 31 dicembre 2020, l’ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, e che ottengono l’ammissione alla quotazione con delibera adottata dal gestore del mercato entro la data del 31 dicembre 2020.

QUALE AGEVOLAZIONE

Il Credito di imposta è pari al 50% delle spese di consulenza che sono state sostenute dalla impresa per la gestione dell’intero processo e può arrivare fino ad € 500.000. 

QUALI I COSTI AMMESSI

Sono ammessi al credito di imposta i costi riferiti a:

  • attività sostenute in vista dell’inizio del processo di quotazione e ad esso finalizzate, quali, tra gli altri, l’implementazione e l’adeguamento del sistema di controllo di gestione, l’assistenza dell’impresa nella redazione del piano industriale, il supporto all’impresa in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione nel mercato di riferimento
  • attività fornite durante la fase di ammissione alla quotazione e finalizzate ad attestare l’idoneità della società all’ammissione medesima e alla successiva permanenza sul mercato;
  • attività necessarie per collocare presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione;
  • attività finalizzate a supportare la società emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e nella conseguente preparazione di un report, ivi incluse quelle relative allo svolgimento della due diligence finanziaria;
  • attività di assistenza della società emittente nella redazione del documento di ammissione e del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati o per la produzione di ricerche così come definite nell’articolo 3, comma 1, numeri 34 e 35 del regolamento (UE) n. 596/2014;
  • attività riguardanti le questioni legali, fiscali e contrattualistiche strettamente inerenti alla procedura di quotazione quali, tra gli altri, le attività relative alla definizione dell’offerta, la disamina del prospetto informativo o documento di ammissione o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati, la due diligence legale o fiscale e gli aspetti legati al governo dell’impresa;
  • attività di comunicazione necessarie a offrire la massima visibilità della Società, a divulgare l’investment case, tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria

PER ACCEDERE AL TESTO DEL DECRETO


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