Decreto Cura Italia: quali misure per le imprese?

Decreto Cura Italia: quali misure per le imprese?
Decreto Cura Italia: quali misure per le imprese?

Il 17 marzo 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge “Cura Italia” che ha introdotto misure urgenti per fronteggiare le conseguenze dell’emergenza COVID-19. Il Decreto prevede misure a 360° a sostegno di lavoratori, famiglie, aziende e per il potenziamento del sistema sanitario, per un totale di 25 miliardi di euro

Noi qui vogliamo concentrare la nostra attenzione sulle iniziative messe in campo per far fronte alla crisi che sta colpendo le Imprese.
Dei 122 articoli che compongono il Decreto, la maggior parte sono relativi al lavoro e mettono a disposizione:

  • Incentivi alle Imprese, alle partite IVA e agli autonomi
  • Misure per favorire una maggior liquidità per le imprese
  • Uno stop al pagamento di tasse e contributi

Si propone di seguito una sintesi delle principali misure e si riporta sotto il testo del decreto:

Incentivi alle Imprese

  • Gli ammortizzatori sociali straordinari sono aperti per l’intero territorio nazionale, con retroattività dal 23 febbraio. Per 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto, le aziende non potranno licenziare nessuno, anche se si trovano a dover fronteggiare una forte riduzione dei fatturati. Mentre il periodo di quarantena o isolamento sorvegliato viene equiparato alla malattia
  • € 10 miliardi vengono messi a disposizione per sostenere gli stipendi dei lavoratori costretti al fermo forzato e per sostenere le famiglie con figli piccoli e persone non autosufficienti a carico da accudire in casa
  • € 5 miliardi sono i finanziamenti messi a disposizione a copertura della cassa integrazione per una durata massima di 9 settimane per ciascun dipendente. L’assegno ordinario è concesso anche a tutti quei lavoratori di imprese iscritte al Fondo di Integrazione Salariale, al quale sono destinati € 1,3 miliardi aggiuntivi. Infine potenziata la cassa integrazione in deroga, con una dotazione finanziaria pari a € 3,3 miliardi, estesa a tutti i settori privati, compresi pesca ed agricoltura e terzo settore. Restano esclusi però i lavoratori domestici
  • Per tutti quei lavoratori che ancora oggi si recano sul posto di lavoro, e che percepiscono buste paga inferiori a € 40.000 annui, verrà erogata la cifra di € 100 aggiuntivi, senza che tale somma concorra alla formazione del reddito

Incentivi alle partite IVA e autonomi

  • € 3 miliardi a tutela del periodo di inattività, che sono a disposizione per circa 5 milioni di persone
  • Una indennità una tantum di € 600 per il mese di marzo (forse prorogabile ad aprile con ulteriori misure) è riconosciuta ai lavoratori autonomi, ai co.co.co, agli stagionali che operano nel turismo e nell’agricoltura. Stessa indennità è riconosciuta ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo
  • € 10 milioni per i collaboratori di società e associazioni sportive dilettantistiche
  • € 300 milioni che confluiscono nel Fondo di ultima istanza, creato ad hoc per coprire tutti coloro che restano esclusi dall’indennizzo di € 600, tra i quali rientrano anche i professionisti iscritti agli ordini professionali

Misure per la liquidità

  • € 1 miliardo per rafforzare il Fondo di garanzia delle PMI, al quale si può accedere gratuitamente con un aumento dell’importo massimo per singola impresa a € 5 milioni (norma che si aggiunge ai 7 miliardi messi a disposizione da Cassa Depositi e Prestiti)
  • Il Ministero dell’Economia è autorizzato a rilasciare la garanzia dello Stato in favore di SACE, al fine di sostenere il credito all’esportazione nel settore turistico. Solo per le micro, piccole e medie imprese è prevista la sospensione del pagamento delle rate dei mutui fino al 30 settembre 2020, mentre per quelle più grandi entra in gioco Cassa Depositi e Prestiti con una dotazione di € 500 milioni
  • Per i lavoratori autonomi che abbiano registrato un calo del fatturato superiore al 33% per un periodo di nove mesi, rispetto all’ultimo anno, possono accedere al Fondo Gasparrini per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui sulla prima casa, senza dover presentare l’Isee
  • Credito di imposta del 60% dell’ammontare del canone di affitto (per il mese di marzo 2020) per botteghe e negozi
  • € 2 milioni destinati ai tassisti che installano paratie divisorio nell’auto 
  • € 600 milioni messo a disposizione per il trasporto aereo

Fermo tasse e contributi 

  • sono sospesi i versamenti di ritenute, contributi previdenziali e assistenziali con scadenza 16 marzo: per le imprese con fatturati superiori ad  € 2 milioni, la scadenza è posticipata al 30 marzo, mentre per tutte le altre imprese è posticipata al 31 maggio. Per i seguenti settori invece, a prescindere dal fatturato, la proroga è al 31 maggio: filiere turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse. Fino al 30 giugno per le società sportive e dilettantistiche  
  • per i professionisti senza dipendenti e con ricavi non superiori a € 400 mila annui, vi è lo stop alle ritenute d’acconto sulle fatture di marzo e aprile

Per approfondimenti si rimanda al TESTO COMPLETO


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